Scaglioni IRPEF 2026 spiegati: aliquote, calcolo e esempi pratici
Quanto si paga davvero di IRPEF nel 2026? Tre aliquote, una struttura semplificata e regole nuove sulle detrazioni: ecco cosa cambia e come calcolare l'imposta sul tuo reddito con esempi reali.
L'IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è l'imposta che pesa di più sulla busta paga di chi lavora in Italia. Nel 2026 la sua struttura resta quella semplificata introdotta con la riforma fiscale: tre scaglioni invece dei vecchi quattro, un'aliquota minima al 23% applicata a una fascia più ampia e una serie di novità sulle detrazioni che cambiano il netto effettivo per milioni di contribuenti. In questa guida analizziamo cosa cambia, come si calcola l'imposta e cosa significa davvero per il tuo stipendio.
Gli scaglioni IRPEF 2026 in sintesi
Le aliquote IRPEF 2026 si applicano per scaglioni: ogni fetta di reddito viene tassata con la sua aliquota, non l'intero reddito con l'aliquota massima. È un meccanismo di progressività che molti fraintendono. Se guadagni 30.000 € lordi, non paghi il 35% su tutto, ma il 23% sui primi 28.000 € e il 35% solo sui 2.000 € eccedenti.
| Scaglione | Reddito imponibile | Aliquota |
|---|---|---|
| 1° | fino a 28.000 € | 23% |
| 2° | da 28.001 € a 50.000 € | 35% |
| 3° | oltre 50.000 € | 43% |
La struttura a tre scaglioni rappresenta una semplificazione rispetto al passato: il vecchio scaglione 15.000–28.000 € al 25% è stato assorbito nel primo scaglione al 23%, generando un risparmio diretto per chi si trova in quella fascia. Per chi dichiara un reddito imponibile vicino a 28.000 € il risparmio annuo arriva fino a circa 260 €, applicato in automatico in busta paga ogni mese.
Come si calcola l'IRPEF lorda passo per passo
L'IRPEF lorda è solo il primo passaggio: dal risultato vanno sottratte le detrazioni per ottenere l'IRPEF netta, ossia l'imposta effettivamente trattenuta. Vediamo il calcolo su tre redditi tipici di un lavoratore dipendente.
Esempio 1 — RAL 25.000 €
Reddito imponibile interamente nel primo scaglione:
- 25.000 × 23% = 5.750 € di IRPEF lorda
Esempio 2 — RAL 35.000 €
- 28.000 × 23% = 6.440 €
- (35.000 − 28.000) × 35% = 7.000 × 35% = 2.450 €
- Totale = 8.890 € di IRPEF lorda
Esempio 3 — RAL 60.000 €
- 28.000 × 23% = 6.440 €
- 22.000 × 35% = 7.700 €
- (60.000 − 50.000) × 43% = 10.000 × 43% = 4.300 €
- Totale = 18.440 € di IRPEF lorda
La tabella mostra subito perché si parla di "aliquota marginale": ogni euro guadagnato sopra una soglia viene tassato con l'aliquota del proprio scaglione. È esattamente il dato che conta quando valuti un aumento di stipendio: se sei a 50.000 € lordi e ricevi 3.000 € in più, su quei 3.000 € paghi il 43% di IRPEF, non la tua aliquota media.
Cosa è il reddito imponibile (e perché non coincide con la RAL)
Tutti i calcoli partono dal reddito imponibile IRPEF, non dalla RAL (Retribuzione Annua Lorda). La differenza è importante:
- RAL: il totale lordo annuo che ti spetta da contratto.
- Reddito imponibile: la RAL meno i contributi previdenziali a tuo carico (in genere il 9,19% per il dipendente standard in azienda privata) e meno gli oneri deducibili.
Tradotto: con una RAL di 30.000 €, il reddito imponibile è circa 27.243 € (30.000 − 9,19%). È su quei 27.243 € che si calcola l'IRPEF lorda. Per capire l'impatto reale sulla tua busta paga ti consiglio di provare il nostro calcolatore IRPEF 2026, che fa tutta la conversione automaticamente partendo dalla RAL.
Le detrazioni: il vero motore del netto
Dopo aver calcolato l'IRPEF lorda, dalla cifra si sottraggono le detrazioni. Sono sconti d'imposta che riducono in modo concreto quanto paghi. Le principali per un lavoratore dipendente nel 2026 sono tre.
Detrazione da lavoro dipendente
È la detrazione più importante e si modula in base al reddito. Schematicamente:
- fino a 15.000 € di reddito: 1.955 € (con un minimo garantito di 690 € per i contratti a tempo indeterminato),
- tra 15.000 € e 28.000 €: 1.910 € + un'integrazione decrescente fino a 1.190 € a 28.000 €,
- tra 28.000 € e 50.000 €: 1.910 € decrescenti linearmente fino a 0 € a 50.000 €,
- oltre 50.000 €: nessuna detrazione da lavoro.
Combinata con l'aliquota IRPEF del primo scaglione, questa detrazione crea la no-tax area per redditi da lavoro fino a circa 8.500 €, sotto i quali l'imposta netta è zero.
Detrazioni per familiari a carico
Spettano per il coniuge non legalmente separato e per gli altri familiari a carico. La detrazione per i figli sotto i 21 anni è oggi sostanzialmente assorbita dall'Assegno Unico Universale, pagato dall'INPS direttamente sul conto del genitore: in busta paga non compare più la voce "detrazione figli" nella forma che si vedeva prima della riforma.
Bonus dipendenti (ex bonus IRPEF)
Per i redditi fino a 15.000 €, dal 2026 è previsto un bonus integrativo proporzionato al reddito (in continuità con il vecchio "trattamento integrativo"). Si somma in busta paga e contribuisce ad aumentare il netto delle fasce più basse.
Dall'IRPEF lorda all'IRPEF netta: l'esempio che chiarisce tutto
Riprendiamo il caso della RAL 35.000 €. Vediamo il percorso completo:
- RAL lorda annua: 35.000 €
- Contributi INPS dipendente (9,19%): 3.217 €
- Reddito imponibile IRPEF: 31.783 €
- IRPEF lorda: 28.000 × 23% + 3.783 × 35% = 6.440 + 1.324 = 7.764 €
- Detrazione da lavoro dipendente (calcolo lineare): circa 1.620 €
- IRPEF netta annua: 7.764 − 1.620 = 6.144 € circa
A questo importo vanno aggiunte le addizionali regionali e comunali, che variano da città a città e tipicamente pesano per un ulteriore 1,5%-2,5% del reddito imponibile. Per analizzare l'effetto sulla tua busta paga reale puoi usare il simulatore busta paga 2026, che gestisce mensilità, regione e familiari in un solo passaggio.
Le novità della riforma e i nodi ancora aperti
La struttura a tre scaglioni è il cuore del nuovo sistema, ma vanno tenuti d'occhio alcuni aspetti pratici:
- Effetto progressività: lo scalino tra 28.000 e 28.001 € genera un salto di aliquota marginale dal 23% al 35%. Per questo le detrazioni sono state ridisegnate, ma chi è poco sopra la soglia vede comunque ridursi l'incentivo all'aumento.
- Cuneo fiscale: misure aggiuntive di riduzione del carico contributivo per i redditi medio-bassi continuano ad essere rifinanziate ogni anno con la legge di Bilancio. È utile verificare i decreti attuativi più recenti, che possono modificare il netto mensile in corso d'anno.
- Familiari a carico: l'Assegno Unico ha sostituito quasi tutto il sistema delle detrazioni figli; resta importante aggiornare nel proprio profilo INPS i dati su redditi e composizione familiare per non perdere quote dell'assegno.
Errori comuni da evitare
- Pensare che superare uno scaglione faccia "perdere" reddito: non è così. La progressività è per scaglioni, mai sull'intero reddito.
- Confondere RAL e reddito imponibile: l'IRPEF non si calcola sulla RAL ma sul reddito al netto dei contributi.
- Dimenticare le addizionali: rappresentano fino a 700-800 € all'anno per un reddito medio e variano molto in base al comune di residenza.
- Confrontare il proprio netto con quello dei colleghi senza considerare detrazioni familiari, assegno unico, fringe benefit e welfare aziendale: la stessa RAL può portare a netti molto diversi.
FAQ scaglioni IRPEF 2026
Quanto si paga di IRPEF su 30.000 € di RAL?
Su una RAL di 30.000 €, il reddito imponibile è circa 27.243 €. L'IRPEF lorda è circa 6.266 € (interamente nel primo scaglione al 23%), che scende a circa 4.700 € netti dopo la detrazione da lavoro dipendente.
Cosa cambia rispetto al 2024?
La struttura a tre scaglioni è stata confermata e stabilizzata. Il primo scaglione al 23% continua a coprire fino a 28.000 €, generando un risparmio strutturale per i redditi medio-bassi.
L'IRPEF si paga anche sulla tredicesima?
Sì. Tredicesima e quattordicesima sono soggette ad IRPEF, ma senza detrazioni: per questo il netto della tredicesima è proporzionalmente più basso del netto di una mensilità ordinaria. Il dettaglio è spiegato nella nostra guida al calcolo tredicesima 2026.
Le aliquote IRPEF 2026 valgono anche per autonomi e partite IVA?
Sì, gli scaglioni IRPEF si applicano in regime ordinario sia ai dipendenti sia agli autonomi. Chi è in regime forfettario, invece, paga un'imposta sostitutiva del 5% o 15% in luogo dell'IRPEF.
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